L’eterno dominio di Mathieu van der Poel

Per la Bestia del fango si intravede anche il ritorno su strada.

 

 

Anno nuovo, Capodanno-Epifania, una settimana scarsa: eppure, stesso tirannico dominio. Saltiamo gli aggettivi per ornare un romanzo crossistico che è già Storia, se non per trovare qualche scusa all’impotente antagonismo che riscontra il titano olandese.

In primis l’infortunio di Toon Aerts – rientro previsto il dodici gennaio ai campionati nazionali belgi. A ben vedere, il ventiseienne di Malle è stato l’unico in questi mesi ad aver contrastato in qualche modo Mathieu, l’unico a batterlo nella superlativa prova di Ronse, interrompendo la precedente clamorosa striscia di tredici vittorie consecutive. L’unico a metterlo seriamente in difficoltà a Namur, in un giorno da tregenda che ha poi visto il ragazzone belga cadere nel fango una volta di troppo, rimediando comunque un ottimo secondo posto, ma anche e soprattutto le coste fratturate, le quali appunto lo tengono lontano dalle corse in questo inizio anno.

La seconda scusa: il ritorno di Wout Van Aert che però, al momento, non può essere al cento per cento come vorrebbe, causa i lunghi mesi di assenza dopo la tremenda caduta al Tour de France. Le sue prove al rientro sono comunque più che convincenti – specie il quattro gennaio a Gullegem, quando il fenomeno belga si è piazzato quarto.

Quel giorno c’è una convincente prima parte di gara del suddetto Wout più che entusiasta della prova ai microfoni di Sporza: “Sono molto soddisfatto di quanto fatto oggi, ho ancora molti margini di miglioramento, sto crescendo. Nella prima parte di gara sono stato al livello dei migliori, poi van der Poel ha accelerato e mi si è spenta la luce”.

Qualche parola su Anversa il dodici gennaio, lo sguardo è ai campionati belgi: “Sarebbe un sogno arrivare sul podio al campionato nazionale, ma ci vorrà un miracolo dato che i miei avversari saranno tanti e molto agguerriti. Mi presenterò comunque di buon umore, qualsiasi risultato andrà bene, attualmente non ho nulla da perdere”.

©Flowizm…, Flickr

Ma facciamo un passo indietro. Primo gennaio, appunto: si corre il GP Steven Nys di Baal. Prima che vada in scena il solito canovaccio che vede la Bestia togliersi tutti di ruota, c’è da rimarcare la solita lodevole quanto vana resistenza del coriaceo Iserbyt. Alla terza ronde dedicata al De Kannibal van Baal, van der Poel affonda e non c’è più storia. Da notare il solito Pidcock nelle sue classiche rocambolesche rimonte che seguono a disperate partenze nelle retrovie. Un bel rientro prima su Quentin Hermans, poi sul tandem composto da Vanthourenhout–van Kessel e da ultimo un attacco portato a Iserbyt, che però non è andato a buon fine. Secondo il belga, terzo il britannico.

©Eli Iserbyt, Facebook

Il cinque gennaio la serie si ripete a Bruxelles; serie DVV condotta da Iserbyt grazie al fieno in cascina messo nelle prove di inizio anno, quando la Bestia era intenta a ripulirsi le scorie della strada e a leccarsi le ferite dopo la delusione del mondiale inglese. Sul fango però, a differenza di Harrogate, sembra non esserci alcun segno di crisi per van der Poel e al quinto giro le sue gambe si spazientiscono di girare al di sotto del proprio potenziale.

Per aver qualcosa di più movimentato si era anche avuta alla terza tornata una caduta dell’olandese che aveva fatto allungare leggermente un nutrito drappello. Roba da poco: prima il rientro, due giri a ruota e infine l’allungo decisivo. Una prova maiuscola dell’olandese in un tracciato, quello di Bruxelles, veloce e che non lascia respiro.

Il trio della Pawels Iserbyt– van Kessel–Vanthourenthout, al momento dell’attacco, perde subito una quarantina di secondi: il distacco sarà incolmabile. Il secondo posto – l’ennesimo – di Iserbyt gli consente però di blindare definitivamente la serie a tempo – oltre tre minuti il vantaggio, anche perché pare che van der Poel possa saltare l’ultima prova del DVV di Lille.

L’appuntamento è alle prossime corse, mentre per la Bestia dominatrice del fango si intravede anche il ritorno su strada.

 

 

Foto in evidenza: ©Mathieu van der Poel, Facebook