La cabina telefonica in Piazza della Libertà

A Sanremo c’è una piazza che si chiama Piazza della Libertà. Si trova in cima al Poggio, ed è uno slargo triangolare creato dall’affluenza aguzza di via Duca d’Aosta alla Via Aurelia. La Piazza consiste in un parcheggio, che serve gli esercizi commerciali e le Poste a bordo strada. Una farmacia, un bar, un alimentari.

Capita che, setacciando le missive, da dietro il vetro dello sportello l’operatore delle Poste intuisca il mare, oltre la fila di persone in attesa. Perché fuori dalla porta dell’ufficio ce n’è una piccola fetta: si vede solo da lì, alta tra le case; altri angoli non ce ne sono. Di sicuro se la respira tutta il portalettere, uscendo, ben più consapevole degli utenti frettolosi. Sotto il mare una ringhiera protegge dal vuoto, e al suo limite sulla destra, immobile e ormai monumentale, una cabina telefonica.

Color alluminio, color plastica e color vermiglione, se ne sta lì: al vertice acuto della Piazza, dove la strada normale incontra quella romana. Il disco bianco con la cornetta rossa svetta bene sul parallelepipedo: è la cabina numero 165, aperta verso il parcheggio. Sta all’ombra di un lampione, nudo tutto l’anno ma ben schermato dal pubblico e transennato a vista da un poliziotto quando passa la corsa, quella che inizia a Milano e finisce più giù, lì a Sanremo.

Perché lì finisce il Poggio, e dopo aver stretto a gomito quella cabina c’è una discesa che è un toglifiato da innamorati. Tanta attesa e tanta tensione e chissà cosa succederà per un attimo di paradiso, un sollievo di libertà. Come la Piazza, alla fine. È il tenersi stretti per il braccio che sta dopo un primo bacio insieme. Le si gira attorno, e ci si immerge fino in fondo, all’arrivo. Benedetta cabina telefonica, quante sigarette sulle tue ringhiere, quanto mare sulla Piazza, quanta gente attorno a te.

Alberto Girardello

Alberto Girardello

Fondatore e direttore editoriale di Suiveur. Classe ’92, poveramente si illude che gli esami siano finiti. Gli piacciono le fotografie, le penne stilografiche e le fughe anche quando arrivano.