Tra le rovine di un paese magnifico

L’Italia ospiterà l’ennesima stagione ciclistica, fatta di storie, imprevisti e feroci scorribande.

 

Per gli impazienti la stagione è cominciata già da un mese, sulle veloci e bollenti strade australiane. Per gli europeisti convinti, invece, il compito di aprire le danze spetta alle prove corse a Mallorca, oppure alla Marseillaise, o ancora alla Valenciana. Per i sovranisti, che di Europa e Australia hanno la stessa considerazione dei ciclisti per i passaggi a livello, la stagione comincia oggi, domenica diciassette febbraio.

Si fa per dire, ovviamente: la politica non ci appassiona. Anche se, tendendo l’orecchio a quelle poche indiscrezioni che trapelano dalla Rai, ci sembra che la politica abbia influito in maniera pesante sull’assegnazione dei ruoli. Nulla di nuovo, certo: ma quando competenza e professionalità vengono subordinate a qualcos’altro, la figuraccia è dietro l’angolo.

Si parte dalla Liguria per concludere in Lombardia. Un viaggio piuttosto breve soltanto in apparenza, dato che deviando per tangenti e allungatoie si sconfinerà in Toscana, Trentino, Emilia-Romagna, Piemonte, Marche; persino in Sicilia, dove c’è curiosità per la prima edizione dopo troppo tempo del Giro di Sicilia; senza dimenticare tutte le altre regioni toccate dalle brevi corse a tappe e dal Giro d’Italia, il momento più intenso di un’avventura indimenticabile.

Per una città toccata dal ciclismo, ce ne sono molte altre che non verranno nemmeno sfiorate, in particolar modo nel Sud. Di chi è la colpa? Non di RCS, che non fa beneficienza; non degli enti locali, talmente in difficoltà da dover fronteggiare problemi ben più importanti di una tappa del Giro d’Italia; e, per una volta, nemmeno della politica, che col disegno della corsa non c’entra nulla. E intanto, però, il Sud continua a piangere e a star male: e non è mica poco, è mezz’Italia.

Sarà un’esperienza sensoriale: dalla salsedine collosa del mare alla polvere senese che impasta e secca, scendendo fino alla Sicilia dai mille odori per poi rimbalzare sulle pendenze del Giro del Trentino (non ce ne voglia l’organizzazione, ma Tour of the Alps per indicare una corsa tra Italia, Svizzera e Austria non si può sentire). Ci sarà tempo e modo per rendere omaggio a Coppi, Bartali, Pantani e Martini, nella speranza che dedicandogli una gara di biciclette la loro storia venga ricordata per tutto l’anno.

Ci saranno volate furibonde e marcamenti esasperanti, attacchi improvvisi e crisi imprevedibili. Ci saranno Monte Sante Marie e il Testico, il Poggio e la Colma di Sormano, Superga e il Passo della Bocchetta. Ci saranno diverse corse di biciclette che avranno come sfondo l’Italia. Affacciatevi dalla finestra e sulla strada: potrebbe valerne la pena.

 

Foto in evidenza: ©Milano-Sanremo, Twitter

Davide Bernardini

Davide Bernardini

Fondatore e direttore editoriale di Suiveur. È nato nel 1994 e momentaneamente tenta di far andare d'accordo studi universitari e giornalismo. Collabora con la Compagnia Editoriale di Sergio Neri e reputa "Dal pavé allo Stelvio", sua creatura, una realtà interessante ma incompleta.