Scenari e protagonisti del campionato italiano 2020

Tra defezioni e attesi protagonisti così ci immaginiamo il campionato italiano 2020.

 

Protezione e difesa. Solida barriera in grado di respingere le offensive belliche nemiche e robusto scudo per salvaguardare ciò che di prezioso (beni, commerci, finanze, abitazioni e, non ultimo, vite) è racchiuso all’interno. Sono questi, sostanzialmente, i compiti assolti dalle cinte murarie fin dal medioevo grazie alla loro imperscrutabile stazza, quelli per cui sono state strategicamente erette secoli addietro e i motivi per cui, al giorno d’oggi, in diverse cittadine sono ancora visibili numerose e concrete tracce di un glorioso passato.

©Claudio Bergamaschi

Cittadella, Bassano del Grappa e Marostica rientrano fra queste e il Campionato Italiano 2020, accompagnando la marcia dei corridori impegnati nella conquista del titolo nazionale su strada, permetterà di andarle a riscoprire meravigliandosi, di volta in volta, di fronte al fascino antico di caratteristici scorci urbani, allo splendore di alcuni rinomati capolavori d’arte e, ovviamente, agli accidentati profili di queste località dominate da torri, castelli, palazzi d’epoca e appunto maestose mura in pietra.

I professionisti chiamati a percorrere domenica il tracciato ideato dall’ex Filippo Pozzato approcceranno queste perle medievali non con propositi bellicosi ma come portatori di un messaggio di gioia e serenità dopo il periodo buio vissuto (anche) da queste zone nei mesi scorsi. Il loro, quindi, non sarà un assalto a cui opporsi con frecce e olio caldo ma un allegro passaggio a cui concedere applausi e sguardi sognanti. I corridori non dovranno farsi avanti con la forza per aprire uno spiraglio nelle monumentali cinte di queste città ma troveranno già spalancati porte e varchi dove la gente con grande calore sarà pronta ad accoglierli. Sarà nei loro cuori piuttosto, affrontando i 254 chilometri con voglia di entusiasmare e dare spettacolo, che i pedalatori dovranno aprire una breccia per avvicinare e scaldare ancor di più gli animi di appassionati che da mesi, da queste parti, stanno aspettando il grande evento. Quello dove, non a caso, la penultima difficoltà da affrontare sarà proprio un muro in pietra, lastricato non con gli squadrati blocchi usati per la costruzione delle cinte ma con ciottoli più simili a quelli presenti sugli strappi della campagna fiamminga, un tocco di Nord che potrebbe giocare un ruolo chiave nell’assegnare la maglia di campione italiano conquistata nel 2019 da Davide Formolo.

©Claudio Bergamaschi

Dopo i primi 70 chilometri in linea (unica asperità il Foresto Vecchio ad Asolo) e gli 11 giri del circuito con la salita simbolo della Rosina (erta di 1,9km al 7% di pendenza media con punte al 9%) infatti, sarà il Muro della Tisa a scompaginare le carte in tavola prima dei 37 chilometri conclusivi verso Cittadella. Lo strappo in pavé, palestra di diversi amatori e professionisti della zona, sarà affrontato solo nella tornata finale del circuito e darà un’impronta decisa alla corsa, mentre all’ascesa dove è situato il famoso ristorante di chef Lunardon (tra gli organizzatori della manifestazione) spetterà il compito di aggiungere metri di dislivello alle gambe dei protagonisti e, verosimilmente, fare la selezione decisiva. Dal culmine dell’ultima difficoltà di giornata, in base a quella che sarà stata la condotta di gara nelle fasi precedenti e a quanto avranno influito le condizioni climatiche (attenzione al caldo agostano), si potrà assistere a diversi scenari: l’arrivo in volata di un gruppetto, l’attacco in contropiede di uno o più uomini nei restanti chilometri e, eventualmente, anche il successo in solitaria di qualche audace attaccante sono tutte possibilità da non escludere a priori e allargano in maniera considerevole la rosa dei papabili vincitori.

I nomi di punta e le squadre di riferimento

Quasi inevitabile che siano i team maggiormente rappresentati a tenere in mano il pallino della corsa e a stabilire che impronta dare alla competizione. Guardando dunque i portacolori delle squadre World Tour, ci si aspetta che a prendersi le maggiori responsabilità siano l’UAE Team Emirates e la Trek-Segafredo: i primi possono vantare tra le loro fila un duo in brillantissime condizioni di forma composto da Davide Formolo (campione in carica e reduce dalla bella impresa messa a segno al Giro del Delfinato) e Diego Ulissi (a cui manca solo l’acuto dopo il 2°posto al Gran Piemonte, il 3° al Giro dell’Emilia e l’8° al Lombardia); i secondi invece, dopo aver fatto registrare ottime prestazioni collettive nelle ultime classiche italiane, andranno a caccia del bersaglio grosso puntando ancora una volta sulle acclarate qualità di Vincenzo Nibali e Giulio Ciccone, entrambi in grado di fare corsa dura e capitalizzare al meglio il lavoro dei compagni. Saranno in molti a correre sulle loro ruote e a seguire da vicino i loro movimenti nella speranza di cogliere poi il momento giusto per giocare le proprie cartucce. Rientrano in questa batteria di atleti quelli che, trovandosi in chiara inferiorità numerica, cercheranno di risparmiarsi e farsi vedere solo quando conterà davvero: è questo il caso di corridori che possono vantare ambizioni di vittoria come Elia Viviani e Sonny Colbrelli, supportati da soli tre compagni ciascuno ma dotati di quel fondo e quelle caratteristiche per poter puntare al primo posto sul traguardo di Cittadella.

©Claudio Bergamaschi

Gli ultimi due in particolare punteranno a resistere alle sferzate che il gruppo subirà in salita per far valere poi il proprio spunto veloce nell’arrivo di un gruppetto più o meno numeroso, scenario in cui si augurano di poter dire la loro anche Giacomo Nizzolo (accompagnato da Matteo Sobrero e Samuele Battistella ma reduce dal ritiro al Giro di Vallonia) e Davide Ballerini, vittorioso di recente al Polonia e intenzionato a far bene assieme agli altri due esponenti della Deceuninck-Quick Step presenti in gara ovvero Andrea Bagioli (anche lui capace di piazzare una zampata importante al Tour de l’Ain) e Fausto Masnada, alla prima corsa con il “Wolfpack” e in luce nelle ultime frazioni del Delfinato. Ancora meno supporto lo avrà un corridore che su un tracciato simile potrebbe fare molto bene come Matteo Trentin visto che il nativo di Borgo Valsugana avrà al suo fianco solo il “Rosso di Buja” Alessandro De Marchi.

Rispetto ai contingenti ristretti con cui si presenteranno al via quest’ultimi, allargando invece il discorso anche alle squadre Professional è evidente come tre formazioni su tutte potranno vantare un più ampio dispiegamento di forze. Grazie ai loro vasti nuclei italiani, infatti, Androni Giocattoli – Sidermec, Vini Zabù – KTM e Bardiani-CSF-Faizanè saranno le compagini meglio rappresentate schierando ai nastri di partenza ben più di dieci corridori ciascuna. Questo notevole vantaggio in termini di energie e uomini a disposizione potrebbe permettere a queste sia di inserire qualche corridore nella classica fuga di giornata che animerà le prime fasi di gara sia di mantenere al coperto quegli uomini che per caratteristiche potrebbero puntare a far bene sul percorso veneto, profili come quelli di Nicola Bagioli, Manuel Belletti e Francesco Gavazzi per la formazione di Gianni Savio, Filippo Fiorelli (quattro top10 dalla ripresa per il siciliano) e Giovanni Carboni per il “Greenteam”, Giovanni Visconti, Andrea Garosio, Lorenzo Rota e soprattutto Luca Wackermann (a segno martedì al Tour du Limousin) per i ragazzi di Luca Scinto.

©ViniZabuKTM, Twitter

Dietro alla loro numerosa e colorata presenza, rimanendo nella stessa categoria, solo la Gazprom-Rusvelo potrà contare su un discreto numero di atleti dato che al via di Bassano del Grappa potrà disporre dei due fratelli Cima, Imerio e Damiano (che proprio in Veneto nel 2019 ha centrato una memorabile vittoria al Giro d’Italia), Simone Velasco, Christian Scaroni e Marco Canola, già capace di ben figurare nelle rassegne tricolori (6° sia nel 2017 che nel 2018). Alle loro spalle, solo un’altra società potrà cercare di difendersi e combinare qualcosa di buono con tre o più uomini, vale a dire la Nippo Delko One Provence che col trio Riccardo Minali, Mauro Finetto e Alessandro Fedeli (1° venerdì nella frazione conclusiva del Tour du Limousin) tenterà di restare il più possibile nel vivo della corsa e poi eventualmente valutare di muoversi secondo le opportunità che si verranno a creare.

Gli isolati (o quasi)

Il compito più difficili lo avranno quei corridori che dovranno affrontare gli oltre 250 chilometri della prova senza alcun appoggio o, nel migliore dei casi, contando sul sostegno di un solo compagno. È questo, ad esempio, il caso di Bora-Hansgrohe (Matteo Fabbro, Daniel Oss), Astana (Davide Martinelli, Manuele Boaro), Circus – Wanty Gobert (Simone Petilli, Andrea Pasqualon) e Total Direct Energie (presente con Leonardo e Niccolò Bonifazio) che dovranno muoversi nelle pieghe della corsa spendendo il meno possibile e sparare verosimilmente l’unica colpo in canna al momento giusto. È il copione che, all’incirca, cercheranno di seguire anche coloro che dovranno contare solo sulle proprie forze come Andrea Vendrame (Ag2r-La Mondiale), Alberto Dainese (Sunweb), Stefano Oldani (Lotto-Soudal), Davide Cimolai (Israel Start Up Nation), Matteo Malucelli (Caja Rural-Seguros) e l’eterno Davide Rebellin (Meridiana Kamen), per il quale, quella di domenica, sarà l’undicesima partecipazione al Campionato Italiano su strada (3° nel 2013 e nel 2007): molti di loro, anche in base alle proprie qualità, per riuscire a giocarsi qualche chance di vittoria dovranno per forza di cose augurarsi un determinato esito e andamento della corsa, eventualità senza le quali sarà molto difficile trovarli in lotta per le primissime posizioni.

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Gli altri

A completare il quadro di chi prenderà parte in questa battaglia per il tricolore vi è poi il nutrito gruppo delle Continental che, con ogni probabilità, provvederanno a infoltire di volenterosi attaccanti i primi tentativi di giornata ma, allo stesso tempo, potrebbero portare (o riportare) alla ribalta nomi noti o poco noti come quelli di Marco Tizza e Davide Appollonio (Amore e Vita Prodir), Riccardo Lucca (General Store Essegibi F.lli Curia), Giacomo Garavaglia (Kometa Xstra, 6° nella tappa vinta da Bagioli al Tour de l’Ain), Danilo Celano (Team Sapura, al rientro dopo lo stop dell’attività provocato dal Covid-19) e Paolo Totò (Work Service Dynatek Vega). Costoro, approfittando di una giornata positiva, potremmo vederli occupare le posizioni di testa e animare una corsa che in tanti si augurano possa essere una festa e rappresentare una dolce riconciliazione tra il mondo delle ruote e una terra come il Veneto che, nei confronti del ciclismo, non ha mai erto muri ma, al contrario, ha sempre aperto vie e spianato la strada della passione.

Foto immagine di copertina: ©ACCPI1946, Twitter