Team Professional 2019: che stagione sarà?

In attesa della riforma studiata dall’UCI e che entrerà in vigore dal prossimo anno, vediamo come si presenta il panorama delle squadre Professional in questo 2019, con un occhio di riguardo per team e corridori italiani.

Androni Giocattoli-Sidermec

Androni Giocattoli in azione nel 2018 (foto @ Aivlis Photography)

L’Androni Giocattoli-Sidermec del “principe” Savio resta capofila tra le quattro compagini italiane di questa categoria. Persi Bernal, Sosa e Ballerini nelle ultime due stagioni, la squadra del team manager piemontese mette ugualmente in mostra, per questo 2019, diverse punte per ogni tipo di terreno.

Masnada è fra i più attesi; grande talento tra gli Juniores (considerato a più riprese tra i più forti al mondo), nel 2018 il classe ’93 sembra aver fatto un primo salto di qualità mettendosi in mostra al Giro, quando sfiorò la vittoria a Campo Imperatore. Quest’anno dovrà alzare l’asticella e magari anche per lui si potranno schiudere le porte del passaggio nel World Tour: semiclassiche e tappe possono essere il suo pane. Di tre anni meno giovane, ma con un percorso simile, è Cattaneo. Vincitore di un Giro d’Italia Under 23, al suo passaggio tra i professionisti era considerato uomo da corse a tappe. Dopo annate difficili si è ritrovato nelle ultime due stagioni, e lo scorso anno ha accarezzato il sogno del successo nella frazione con arrivo a Pratonevoso al Giro. Anche per lui un 2019 quasi da dentro (il World Tour) o fuori.

A sprinter il sodalizio biancorosso è messo sin troppo bene. Perso Malucelli ecco arrivare dalla categoria superiore un corridore come Pelucchi e dal mondo Continental due giovanotti di belle speranze come Viel e Fedrigo. I tre si andranno a unire a un comparto di ruote rapide che vede gli oramai veterani Belletti e Gavazzi, garanzie assolute per il calendario italiano. Mentre Vendrame cerca la consacrazione su arrivi impegnativi, dal World Tour arriva uno che potrebbe essere chioccia e leader della squadra: Montaguti. Atleta esperto e valido su ogni terreno, su di lui punteremmo qualche nichelino come uomo-sempre-in-fuga al Giro 2019.

La sensibilità di Gianni Savio in materia di Sudamerica ha portato negli anni nel mondo del ciclismo corridori che si sono affermati, magari anche brevemente, ma che hanno saputo lasciare il segno (o che presto lo lasceranno). Savio ha palato fine ed ecco che quest’anno vedremo Cardona (classe ’97, stagione difficile la sua con la EF), Flórez (’96 ex Wilier) e soprattutto Muñoz (’98) protagonista lo scorso anno al Giro d’Italia Under 23: tre colombiani da tenere d’occhio quando la strade sale. Andando un po’ più a nord scopriamo Rivera (’98), dal Costarica. Segnatevi questo nome, che agli italiani di una certa età – e una certa fede calcistica – evoca bei ricordi: potrebbe tornare utile quando lo ritroverete negli ordini d’arrivo di corse importanti, sia a tappe che di un giorno.

Nippo Vini Fantini Faizanè

La Nippo Vini Fantini alla Sanremo 2018 (foto @Claudio Bergamaschi)

In casa Nippo Vini Fantini Faizanè dominano tre nomi. Lobato è corridore adatto alle volate su traguardi che tirano all’insù; non lo vedremo alla Milano-Sanremo e allora dirotterà il suo sprint al Giro. Moreno Moser, autentico colpo per le squadre Professional, è pedalatore indecifrabile che da anni resta sospeso lontano da quei fasti intravisti da giovane, quando trionfava alle Strade Bianche. Riuscisse a tramutare in risultati l’attesa spasmodica che si porta dietro a ogni corsa, potrebbe dominare una bella parte di calendario tra tappe, classiche e semiclassiche. Terzo: Canola, corridore che con la sua duttilità, resistenza e spunto veloce potrebbe dare molto alla squadra, in termini di vittorie e piazzamenti di prestigio.

Alle spalle dei tre, arginato il ritiro di Cunego, la Nippo Vini Fantini Faizanè presenta poi una rosa ricca di giovani speranze. Il più piccolo dei fratelli Cima (Imerio) e soprattutto Lonardi, cresceranno all’ombra di Lobato per le volate, anche su terreni più difficili. C’è Zaccanti per i percorsi impegnativi, ma il vero nome da seguire sarà il classe ’98 Osorio, uno dei colombiani più talentuosi della sua generazione. Su che strade? Ovviamente quelle in salita.

Presenti in rosa, oltre che un nugolo di giapponesi, l’esperto Santaromita, che sarà leader in alcune brevi corse a tappe, ma che ha alle spalle il meglio in carriera, e Andrea Bagioli. Quest’ultimo, lo scorso anno, si mise in mostra nelle prime gare del calendario italiano ed è da seguire una sua evoluzione che potrebbe portarlo anche a essere protagonista in futuro nelle corse di un giorno dal profilo più impegnativo. La squadra di Pelosi quest’anno tornerà al Giro ed è lecito aspettarsi un inizio stagionale tranquillo per poi dare tutto sulle strade italiane tra maggio e giugno: i nomi per ben figurare su ogni terreno, come abbiamo visto, non mancano.

Neri Sottoli-Selle Italia-KTM

Allenamento pre stagionale per la squadra di Scinto (foto @twitter Neri-Selle Italia-KTM)

Dopo il cambio di sponsor principale e di biciclette, la Neri Sottoli-Selle Italia-KTM si presenta all’appuntamento con il 2019 con un roster rinnovato e soprattutto senza l’invito al Giro, fatto sanguinoso per atleti e sponsor. Il leader costretto ad arginare tale ferita sarà, senza se e senza ma, Visconti, corridore che potrebbe anche essere mattatore nelle corse del calendario italiano. Accanto a lui da seguire la crescita di Marchetti, velocista classe ’98 che da stagista lo scorso anno sfiorò la vittoria in Cina. La speranza per la squadra di Scinto è quella di raccogliere successi anche in Europa e in questa chiave vanno letti gli acquisti dei due sopracitati che sono anche il più giovane e meno giovane della rosa.

Il resto della squadra è una miscela di buoni comprimari (Fonzi, Marengo, Gabburo, Dayer Quintana e Schönberger), atleti desiderosi di rilancio (Zardini, Bongiorno), ruote veloci o finisseur (Pacioni e il pistard Bertazzo) e giovani ancora alla ricerca della propria dimensione come Rosa, Bevilacqua, Fortunato, Raggio e Velasco, passati professionisti nelle ultime stagioni, con aspettative importanti.

Bardiani-CSF

Bardiani-Csf in azione nel 2018 (foto @Claudio Bergamaschi)

In casa Bardiani-CSF si festeggia per l’invito al Giro, fatto tutt’altro che scontato visto che in inverno la squadra ha perso il corridore più rappresentativo: Ciccone. Anche da queste parti ci si aspetta un inizio tranquillo e magari battaglia nel periodo prima della Corsa Rosa per accaparrarsi i posti disponibili come successo nel 2018.

I leader della squadra potrebbero rispondere al nome di Barbin, uomo che dà tutto in fuga, e Senni, scalatore romagnolo che ha avuto le sue chance nel World Tour in maglia BMC, ma senza mai dare nell’occhio. Albanese è alla ricerca di se stesso e di risultati dopo che una serie di infortuni ne hanno minato la crescita; Guardini, Simion, Bresciani e Maronese saranno le ruote veloci per sprint da gruppo compatto.

Maestri è un altro uomo per le fughe, mentre si attende un ulteriore passo in avanti di Carboni, autore di un’ottima prima stagione tra i grandi e futuribile corridore per le corse a tappe. Tra i più giovani destano curiosità Covili, Romano e Pessot, neo professionisti. Il primo sembra avere feeling con la montagna, il secondo con i percorsi vallonati, il terzo è uomo da fuga.

A chiudere Savini, classe ’97 passato di categoria con la Bardiani lo scorso anno, ha già fatto intravedere pedalate interessanti in salita e potrebbe essere lui a raccogliere l’eredità di Ciccone. Il team dei Reverberi si presenta anche quest’anno con una squadra giovane e interamente italiana con l’obiettivo di crescere e lanciare qualche nome nuovo per il nostro ciclismo, ma con mente e gambe verso il Giro d’Italia dove spesso questa squadra ha saputo togliersi grosse soddisfazioni.

Le altre

La Direct Energie alla Tropicale Amissa Bongo (foto @twitter Direct Energie)

Il discorso sulle squadre Professional si sposta ora su quello che offre il resto del mondo o per meglio dire d’Europa. La Francia ha team di categoria superiore e che in alcuni casi possono competere sia a livello economico che di roster con alcune squadre del World Tour: è il caso soprattutto della Cofidis. La squadra guidata in ammiraglia da Damiani ha già lanciato la propria candidatura per salire nel World Tour l’anno prossimo e ha nei velocisti Bouhanni e Laporte gli elementi più importanti. I due spagnoli Herrada, il danese Jesper Hansen, il colombiano Atapuma, i francesi Edet e Perez e l’eritreo Berhane fanno della Cofidis un team competitivo anche per le classiche, le semiclassiche o le tappe più impegnative dei grandi giri. A chiudere da sottolineare la presenza di un italiano: Fortin, vagone per le volate.

Arkéa Samsic, Direct Energie,Vital Concept e Delko Marseille, sono un quartetto di squadre francesi in cui militano corridori che potranno portare (e alcuni hanno già iniziato a fare centro in questo 2019) tante vittorie: Greipel, Bonifazio, Barguil, Rolland, Terpstra, Calmejane, Taaramäe, Rolland, Navardauskas, gente con un passato importante anche nel World Tour e che in carriera ha conquistato podi e successi tra Classiche Monumento e mondiali o vittorie a ripetizione in tappe dei grandi giri. C’è anche un po’ di Italia; oltre ai già citati Fortin e Bonifazio, la Delko Marseille crede molto in Finetto, Fedeli e Filosi, buoni per tutte le stagioni e che avranno nel calendario francese terreno fertile per mettersi in mostra. Se la Spagna non sembra garantire la stessa qualità con Burgos-BH, Caja Rural (l’italiano Malucelli, ex Androni, è il velocista di punta) e Euskadi-Murias (da seguire Oscar Rodríguez vincitore di una tappa alla Vuelta 2018), in Belgio spicca la Wanty-Group Gobert squadra per la quale vale un discorso simile a quello fatto per la Cofidis. Per il 2019 infatti, si è garantita l’invito in diverse corse targate ASO (che significa ritorno d’immagine e investimenti ampiamente giustificati) con il fiore all’occhiello del Tour de France. Il sodalizio belga ha in rosa Pasqualon, corridore veloce, non più giovanissimo ma che cresce anno dopo anno, oltre a tutta una serie di corridori interessanti per classiche di ogni genere e per corse a tappe: Guillaume Martin, il ciclista filosofo, ma anche Dupont, Eiking, Meurisse, Offredo e Vliegen.

Una menzione a chiudere per altre cinque squadre: dagli Stati Uniti l’Hagens Berman Axeon, vera e propria fucina di talenti e che quest’anno proverà a lanciare in orbita il ceco Vacek (polivalente classe 2000 rivale di Evenepoel tra gli juniores), il cronoman danese Bjerg (oro nella crono mondiale under 23 sia nel 2017 che nel 2018) e il portoghese Almeida, da seguire per le corse a tappe. La Israel Cycling Academy di Cimolai, Minali, Sbaragli, Hermans e Boivin che forte dell’invito al Giro punterà al World Tour nelle prossime stagioni; la Manzana Postobon dei tanti talenti escarabajos, l’olandese Roompot-Charles di Boom, De Bie, Lammertink, Van Schip e Weening e a chiudere la Corendon- Circus, squadra belga per la quale valgono due nomi, Devolder, ma soprattutto Mathieu van der Poel.

(Foto in evidenza @Claudio Bergamaschi – Androni Giocattoli nella cronosquadre dell’Adriatica Ionica Race 2018)

Alessandro Autieri

Alessandro Autieri

Webmaster, Fondatore e direttore editoriale di Suiveur. Doppia di due lustri in vecchiaia i suoi compagni di viaggio e vorrebbe avere tempo per scrivere di più. Pensa che Mathieu Van der Poel e Wout Van Aert siano la cosa migliore successa al ciclismo da tanti anni a questa parte.