World Tour 2020: Lotto Soudal, Mitchelton-Scott, Movistar Team

Gilbert e Valverde non mollano, gli Yates non possono più farlo.

 

Lotto Soudal

©Simon Dekaezemaker, Twitter

Da squadra votata ai traguardi parziali, in una stagione appena la Lotto Soudal è diventata una realtà solida e pericolosa praticamente su ogni terreno. La novità più grande, ovviamente, è il ritorno di Gilbert, il quale ha già fatto intendere di voler prendere per mano la squadra e portarla ad un livello superiore. Con le cinque vittorie tra Giro d’Italia e Tour de France, Ewan si è affermato come uno dei migliori velocisti al mondo: al suo fianco – o davanti, per meglio dire – sono rimasti i suoi uomini più importanti, ovvero Kluge e De Buyst. Oltre a Gilbert è arrivato anche Degenkolb, il quale ha già incassato i favori del belga: “Il suo è solo un problema di fiducia”, ha affermato Gilbert. “Se dovesse ritrovarla, è ancora in grado di lasciare il segno”. Sarà il velocista di riferimento quando non ci sarà Ewan e nelle classiche del Nord formerà una coppia temibile insieme a Gilbert. Se Hagen dovesse confermare il colpo di pedale che gli ha fatto concludere l’ultima Vuelta all’ottavo posto, la Lotto Soudal avrebbe persino un uomo in grado di lottare per un piazzamento nella classifica generale dei grandi giri. Non fraintendeteci, i belgi non hanno perso la loro vocazione: Armée, De Gendt, Hansen, Marczyński, Van der Sande e Wallays continueranno a propiziare e a centrare la fuga con una precisione certosina, studiati da vicino da giovani leve come Dewulf, Goossens, Iversen, Thijssen, Van Moer, Vermeersch e Vanhoucke. Oldani è il terzo italiano dopo Cioni e Zanini a far parte della squadra belga, mentre per Wellens l’enigma è lo stesso: attaccante per le corse a tappe o pericoloso outsider nelle classiche monumento?

Mitchelton-Scott

©Mitchelton-Scott, Facebook

Una delle squadre che rinnova di meno in questa stagione è la Mitchelton-Scott. Perde una delle pedine più ambite in assoluto del ciclismo mondiale, Trentin, e prova a sostituirlo con un ragazzo australiano dall’interessante avvenire: Groves. Nonostante la giovane età, sarà lui l’uomo di punta per le volate della squadra. Gli altri nomi nuovi sono Konishev e Peák. L’italiano ha vissuto la sua migliore stagione tra gli Under 23 e punterà a ritagliarsi un ruolo importante nelle corse di un giorno a suon di fughe, ma occhio a lui anche nei prologhi. L’ungherese, invece, resta corridore dai limiti ancora tutti da esplorare: le brevi corse a tappe potrebbero essere di grande ispirazione per il suo motore. L’ultimo nome nuovo è quello di Zeits, che un po’ a sorpresa lascia l’Astana dopo dodici anni. Per il resto la squadra si affida, proprio come l’anno scorso, principalmente alla verve dei gemelli Yates – non hanno bisogno di presentazioni, pochi traguardi gli sono preclusi tra corse a tappe e corse di un giorno impegnative -, alla luna di Chaves e di Nieve in alta montagna e a quella di Impey e Meyer soprattutto nelle corse australiane. Durbridge dovrebbe essere il nome per le corse del Nord, dove la squadra – senza Trentin – rimane quasi del tutto scoperta. In attesa di vedere come procede il recupero del veloce Mezgec, vittima di un grave infortunio alla Vuelta 2019, da seguire i progressi di Haig, corridore capace di andare forte sia nelle corse di un giorno di una certa difficoltà che in quelle a tappe, ma soprattutto di tre giovani che hanno già mostrato cose importanti nella passata stagione: l’italiano Affini, autentica locomotiva in pianura, e gli australiani Hamilton, il futuro aussie per le corse a tappe già in evidenza al Giro 2019, e Stannard, corridore che punta forte alle corse di un giorno più impegnative. Una menzione la merita Albasini: il quasi quarantenne svizzero appenderà la bici al chiodo al termine della corsa a tappe del suo paese nell’estate del 2020.

Movistar Team

©Movistar Team, Twitter

La matrice spagnola e sudamericana della Movistar è stata leggermente sfoltita, complice anche la diatriba tra Unzué e Acquadro, il procuratore di molti corridori spagnoli e sudamericani che ha dirottato Carapaz e Amador dalla Movistar alla INEOS. Sono arrivati due italiani (Cataldo e Villella), un inglese (Cullaigh), un americano (Jorgenson), uno svizzero (Jacobs), un tedesco (Hollmann) e un danese (Norsgaard). Un belga, Roelandts, c’era già lo scorso anno e continuerà ad essere l’unico corridore della Movistar in grado di lottare sul pavé. In passato è stato terzo alla Milano-Sanremo e al Giro delle Fiandre, ma corre da solo e a luglio compirà trentacinque anni. Per questo, è pressoché scontato l’anonimato della Movistar nelle classiche del Nord. Stesso discorso per le volate: fatta eccezione per Valverde, i corridori più veloci dovrebbero essere di nuovo Roelandts e Rojas, il quale in estate compirà trentacinque anni proprio come Roelandts. Pur essendosi indebolita anche in salita, la Movistar punterà come sempre alle classiche più impegnative e ai grandi giri. Soler e Mas danno molte meno garanzie di Quintana e Landa, dunque avranno spazio anche i gregari che li accompagneranno. L’obiettivo principale di Valverde, quarant’anni ad aprile, sarà invece la prova in linea delle Olimpiadi. Ha già dichiarato di non terminare il Tour de France, probabilmente punterà ad un successo di tappa nella prima parte. Le Ardenne attendono il suo riscatto, mentre della sua partecipazione alla Vuelta non si sa ancora niente. Per l’ennesima stagione, il bilancio della Movistar passerà dalle sue gambe.

 

 

Foto in evidenza: ©Cyclingnews.com, Twitter