Cecilie Uttrup Ludwig è energia e brio allo stato puro.

 

La Danimarca non è sicuramente il primo posto al mondo a cui pensare quando si parla di avocado, il frutto preferito da Cecilie Uttrup Ludwig. L’atleta del Team Bigla Pro Cycling preferisce infatti al classico smørrebrød – piatto tradizionale della cucina danese – una versione rivisitata. Sulla fetta di pane di segale, scuro e imburrato, al posto dei monotoni ingredienti locali, Cecilie adagia un condimento esotico e originale: avocado e cioccolato. Questa innovazione culinaria è stravagante tanto quanto la chef stessa: Cille è infatti una delle cicliste più eccentriche e frizzanti dell’emisfero rosa.

Nata nel 1995 a Frederiksberg, sull’isola di Sjælland, cresce con il desiderio di diventare un’attrice famosa. Il suo umorismo e il vasto repertorio di espressioni facciali da far invidia a Jim Carrey potrebbero regalarle un futuro ad Hollywood, ma l’influenza ciclistica della vicina Copenaghen si fa presto sentire. Cecilie inizia in prima battuta con il nuoto ma, causa il continuo ammalarsi, decide di lasciare bracciate e virate per tuffarsi a bomba in qualcosa di nuovo. Durante la celebrazione del novantesimo anniversario di un club ciclistico locale si innamora della bicicletta, al punto che vorrebbe trasformare quella passione in lavoro.

La giovane danese partecipa così, già a partire dal 2011, a corse di un certo livello ma è durante l’anno successivo che svela a tutti il proprio talento. Il secondo posto al campionato mondiale junior a cronometro di Valkenburg e l’ottavo nella prova in linea sono il trampolino di lancio. La realizzazione del sogno passa però attraverso fatiche e sacrifici. Mentre nei fine settimana le sue amiche vanno a divertirsi alle feste, lei approfitta di quei momenti per allenarsi duramente o per gareggiare nel ciclocross. In settimana lavora in un supermercato della catena Føtex, circondata da colleghi che la credono un po’ matta per via della sua vita sportiva. Rimanendo in tema follia e citando Edgar Allan Poe – “I became insane, with long intervals of horrible sanity” – si scopre che Cille alterna orribili intervalli di routine quotidiana trascorsi tra gli scaffali ad alienanti corse in bicicletta.

Il salto di qualità avviene nel 2016 quando indossa i colori del Team BMS BIRN, una formazione al 100% Made in Denmark. Non essendo retribuita, l’atleta danese si arrangia come può per sostenere il suo sogno. La posizione al supermercato le permette di acquistare attrezzature, ricambi e persino un mezzo per le corse contro il tempo. I suoi sforzi vengono ripagati: conquista prima il titolo nazionale a cronometro, categoria Elite, e poi, al Tour de Feminin, vince due tappe, la maglia di leader e quella di miglior giovane.

“All’improvviso avevo la maglia gialla, la gente mi guardava”.

Cille si rende conto che qualcosa è cambiato: è finalmente qualcuno. Il contratto offertogli dalla Cervélo-Bigla Pro Cycling, che già l’aveva messa nel mirino, lo conferma: Cecilie ha un nuovo lavoro.

©Emanuela Sartorio

Il 2017 è un anno che Cille stessa osa definire così: “It was a bit of a crazy year, a bit of an adventure”. Questa stagione pazzerella e avventurosa inizia con le lacrime di gioia versate al termine delle Strade Bianche, dove sale sul podio per indossare la maglia blu, identificativa della miglior giovane del circuito UCI World Tour. La mantiene per tutta la stagione. Durante la corsa toscana si ritrova in un gruppetto all’inseguimento del drappello di testa quando la sua capitana Ashleigh Moolman le dice di andare.

Il panico iniziale – “È la mia prima gara della stagione e improvvisamente mi ritrovo leader della squadra” – viene metabolizzato immediatamente, tanto che Cille conclude in nona posizione. Qualche giorno più tardi è di nuovo sul palco delle premiazioni, questa volta alla Setmana Ciclista Valenciana, dove conquista sia la classifica generale sia quella riservata ai giovani: è lei la rivelazione della primavera del ciclismo femminile. L’annata prosegue con un terzo posto al Trofeo Binda e buoni piazzamenti alle classiche del nord, gare particolarmente amate dalla danese. Dopo essersi confermata, per il secondo anno consecutivo, campionessa nazionale a cronometro prende il via al Giro Rosa. Malgrado “le strade erano sinistra, destra, sinistra, destra…uhhh!” –  ecco una simpatica descrizione fatta da Cille – riesce ad indossare la maglia bianca al termine dell’ottava tappa, la Barinossi-Palinuro, e a portarla sin sul podio finale.

Nel palmarès aggiunge poi la maglia bianca ottenuta al Premondiale Giro di Toscana Internazionale Femminile, dove nella generale conclude alle spalle della vincitrice Moolman, sua capitana. Al campionato del mondo di Bergen sale sul gradino più basso del podio nella prova a cronometro a squadre, mentre in quella individuale chiude decima. Nella gara in linea delude le aspettative di Catherine Marsal, allenatrice della nazionale danese, che vede in Cille un elemento fondamentale per la squadra: “con la sua energia e le sue battute solleva l’intero team”.

Durante l’inverno si allena spesso con Marie Vilmann, sua compagna di squadra e miglior amica. La dura preparazione affrontata le permette di porsi degli ottimi propositi per la stagione: “Nel 2018, non voglio soffrire per stare con i leader. Voglio essere lì e voglio fare la gara”. Dopo aver raccolto importanti piazzamenti nella prima parte dell’anno, partecipa ai campionati nazionali a cronometro. Il copione è lo stesso: Cecilie è la più veloce di tutte. Pochi giorni per riprendersi e poi via, riparte con il Giro Rosa. Ventiquattro ore prima della partenza, la crono a squadre di Verbania, scrive sui social che saranno dieci giorni a base di Fanta e stretching. Lo strano mix di ingredienti le garantisce la sesta posizione nella classifica generale, celebrata con una buona pizza, altro cibo di cui va matta. Ai mondiali di Innsbruck non brilla particolarmente e, assumendo un atteggiamento più serio del solito, “polemizza” sulle differenze di tracciato tra prove maschili e femminili.

Lapsus. La frase in cui si identifica è questa: “Mi piacciono le persone che ridono. Mi piace l’umorismo. La vita è più divertente quando ridi”. Detta da Cecilie potrebbe suonare banale, ma basta aspettare il Fiandre 2019 per rendersi conto di quanta voglia di scherzare ci sia in lei. La danese si aggiudica il terzo posto dietro a Bastianelli e Van Vleuten, ma non è durante la gara che dà il meglio di sé, bensì nell’intervista.

Cille descrive la gara con espressioni facciali uniche, condite da suoni onomatopeici e imprecazioni: “Ahhh! E poi guardiamo dietro, vediamo gli inseguitori che stanno tornando a tutta su di noi. Ahhh! Merda merda merda merda merda! Arrivano, arrivano!”. Nel video, diventato virale, rivela al mondo la sua essenza: energia e brio allo stato puro. Ecco spiegato il motivo per il quale le sue compagne, i suoi allenatori e tutto l’universo ciclistico la adorano: Cille è semplicemente eccentrica, un po’ come lo smørrebrød avocado e cioccolato.

 

 

Foto in evidenza: ©Emanuela Sartorio